Cambogia, Laos e Tailandia
luglio 2002 (21 giorni)
Le tappe e gli alberghi:
Siem Reap (Angkor): Yaklom lodge (solo 10 minibungalow a due posti, un po' spartano ma pulito) Pakse: prima notte in una casa coloniale francese adattata ad alberghetto. Molta atmosfera, ma siamo scappati al Champassak Palace pił accettabile - Done Khong: Hotel Sala Lao (molto semplice, tranquillissimo e sulle rive del Mekong) - Ubon Ratchathani: Thosang Hotel (ottimo, un pelo periferico) - Nakhon Ratchasima: K.Stars Hotel (ristorante ottimo, buona sistemazione e buona posizione) - Bangkok: Manhattan Hotel (in una traversa della Sukhumwit Road, albergo discreto ma non ci piace la zona).
L'agenzia di viaggi, i voli ed i trasferimenti:
Biglietti d'aereo alla 20th Century Travel di Roma: volo Roma Bangkok e viceversa con la Thai. Volo Bangkok Siem Reap con la Bangkok Airways acquistato via internet e biglietti ritirati all'aeroporto di Bangkok. Volo Siem Reap Pakse con la Lao Aviation acquistato sul posto. Trasferimenti nel Laos con minibus o fuoristrada a noleggio. viaggio dalla frontiera Laos-Tailandia sino a Ubon Ratchathani in camion. viaggio da Ubon Ratchathani a Nakhon Ratchasima e da qua a Bangkok in treno. Escursioni in Tailandia con minibus a noleggio.
Le escursioni:
Ovviamente tre intense giornate per le rovine di Angkor Wat, Angkor Thom e diversi altri templi tra cui l'emozionante Ta Phrom, preda della giungla. E poi il lago Tonle Sap con il villaggio galleggiante dei pescatori vietnamiti.
Da Pakse un'intera giornata al Bolaven Plateau, valorizzato dai francesi, rovinato dalle bombe americane e rivalorizzato dalla natura e dal sudore delle tribù. E poi le rovine del Wat Phou ed, infine, Si Phan Done: le quattromila isole del Mekong. Ed ancora una volta nella provincia tailandese, mancando per pochi giorni il festival delle candele di Ubon Ratchathani.
Il commento:
Non è facile esprimere l'emozione di Angkor: in tre giorni intensi tutto è stato molto superiore a qualsiasi aspettativa. Moltissimi hanno avuto occasione di vedere Angkor in qualche documentario, ma la realtà è di molto superiore non solo per la dimensione, ma soprattutto per l'emozione che è in grado di trasmettere. Tutto il resto passa quasi in secondo piano.
Il Mekong, il mitico Mekong è stato un'altra grande emozione: le isole con le risaie verdissime, gli alberi che sembrano spuntare dall'acqua alta, il sorriso dei bambini. Non credo che potremo fare a meno di tornare!